L'icona dell'estate salentina affascina gli amanti del caffè dentro e fuori la sua regione d'origine. Storia, curiosità e qualche consiglio di preparazione sul caffè leccese.
È una bevanda tradizionale ma ha un carattere sorprendentemente contemporaneo. Radicato nelle abitudini locali, ha radici lontane e ha saputo superare i confini geografici. Se fino a pochi decenni fa era introvabile fuori dalla Puglia, oggi si incontra nei bar di molte città italiane e persino all'estero, dove è arrivato spinto soprattutto dall'onda lunga del turismo salentino. Ma che cos’è e come si prepara, il popolare caffè leccese?
Le origini: caffè in ghiaccio o caffè leccese?
Il caffè leccese è un espresso caldo servito con ghiaccio, a cui può essere aggiunto del latte di mandorla. Nonostante un acceso dibattito che ha appassionato i social poche estati avesse messo in discussione l’etichetta “leccese” (secondo alcuni gli sarebbe stata attribuita dai turisti, mentre il suo nome originario sarebbe stato semplicemente “caffè in ghiaccio”), resta innegabile il suo legame inscindibile con la cultura pugliese.
Eppure, le origini della specialità sarebbero spagnole e risalirebbero addirittura al XVII secolo. L'ispirazione sarebbe venuta dal Café del Tiempo, tipico di Valencia e servito ancora oggi con ghiaccio e una fetta di arancia o limone. A Otranto nell’Ottocento il caffè caldo veniva servito con pezzetti di ghiaccio, una buccia di limone o qualche foglia di menta.
La mandorla, l’ingrediente speciale
Quali che siano le sue origini, il caffè in ghiaccio oggi viene preparato in moltissimi locali. Il procedimento è semplice: si mette del ghiaccio in un bicchiere di media grandezza, vi si versa del latte di mandorla e infine si aggiunge un espresso caldo appena fatto.
Una precisazione importante è che per latte di mandorla non si intende in questo caso la comune bevanda vegetale utilizzata in sostituzione del latte vaccino, bensì una bevanda molto più dolce e concentrata, tipica della tradizione in diverse regioni dell’Italia meridionale, caratterizzata da un contenuto di mandorle assai più elevato. Storicamente si otteneva dalle mandorle fresche tritate e messe in acqua ed era un’apprezzata alternativa vegetale in tempi di Quaresima. Oggi i è inserito tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali pugliesi. Si trova nei negozi di prodotti tipici regionali, nei supermercati forniti e online.
Degustare il caffè leccese
L’assaggio del caffè leccese ideale inizia immediatamente dopo la sua preparazione e poi si prolunga per attraversare tutte le sensazioni offerte da questa bevanda semplice ma ricca di sfumature: il primo sorso caldo di espresso, la dolcezza della mandorla e la freschezza del ghiaccio, che prima si susseguono e poi si mescolano armoniosamente al palato.
Sebbene di facile preparazione e diffuso anche a casa, il caffè leccese si beve classicamente al bar, preferibilmente seduti a un tavolino all’aperto. Qui si può ordinarlo anche soffiato, ovvero montato per qualche secondo con il vapore della macchina espresso, per avere una bevanda più “cremosa”.
Non esiste un orario più indicato per gustare il caffè leccese, ideale a metà mattina, dopo pranzo, nel pomeriggio e persino al momento dell’aperitivo. Ma al mattino, per colazione, soprattutto se accompagnato da un pasticciotto, il tipico dolce di fragrante pastafrolla ripiena, rappresenta una delle esperienze gastronomiche più rappresentative di Lecce.
FAQ
Il caffè leccese è una bevanda tipica del Salento preparata con un espresso caldo versato sul ghiaccio e arricchito con latte di mandorla. Fresco e aromatico, è uno dei simboli gastronomici della città.
Si utilizza un latte di mandorla diverso dalle comuni bevande vegetali oggi diffuse nei supermercati. Si tratta bevanda più densa e dolce, con una più elevata concentrazione di mandorle. Si trova nei negozi di specialità regionali, nei supermercati forniti e online.
Il caffè leccese è particolarmente apprezzato durante l'estate e può essere consumato in qualsiasi momento della giornata. A Lecce è spesso protagonista della colazione insieme al pasticciotto, ma viene gustato anche come pausa rinfrescante a metà mattina, dopo pranzo o nel pomeriggio.