Caffè americano: cos’è, come si prepara e perché è diverso dall’espresso

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Caffè americano: cos’è, come si prepara e perché è diverso dall’espresso
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Con il suo gusto dolce, l’ampio spettro aromatico e il corpo leggero, il caffè americano (o caffè filtro) è la bevanda da sorseggiare a lungo, preferibilmente in una tazza mug sempre pronta per il rabbocco: il “refill”, per dirla, appunto, all’americana. Storia e tecnica della preparazione filtro, con qualche consiglio utile per realizzarla al meglio anche a casa.

Paese che vai, caffè che trovi. Non sarà proprio matematico, ma senz’altro il mondo offre parecchie varianti in quanto ad abitudini, usi e consumi di una delle bevande che più consuma.

Tra le preparazioni più popolari, spicca il caffè filtro, detto anche americano. Cos’è il caffè americano, e in cosa si distingue dall’espresso?

Le tecniche di preparazione del caffè: infusione e percolazione

Gli ingredienti sono sempre due: acqua e caffè in polvere; a cambiare sono la proporzione tra loro e la metodologia con cui dai chicchi macinati si estraggono il gusto e le sostanze aromatiche. I modi per preparare una bevanda a base di caffè sono sostanzialmente due: l’infusione e la percolazione.

Il primo metodo consiste nel lasciare l’acqua calda a contatto con la polvere di caffè per un determinato tempo. In seguito, si può filtrare quanto ottenuto, per esempio con la French press, la caratteristica cafetière à piston dotata di stantuffo. Oppure, si lascia sedimentare la polvere sul fondo della tazza prima di bere, come accade per i caffè serviti in Turchia, in Grecia, nei Balcani e in tutto il Medio Oriente.

Una variante di questa tecnica che sta conoscendo una crescente fortuna è l’infusione a freddo, con la polvere di caffè che viene messa nell’acqua fredda per un tempo che può raggiungere anche le 14 ore. Si ottiene così il cold brew. È preparato in questo modo anche illy Ceady to Drink, il soft drink dissetante illy già pronto in lattina, che viene proposto nelle versioni classico, latte macchiato e cappuccino.

L’alternativa ai metodi a infusione sono quelli a percolazione. Qui, l’acqua calda passa attraverso una certa dose di caffè e ne estrae le sostanze. Può essere spinta dalla pressione, come avviene per l’espresso – la macchina da bar deve applicare una pressione di circa 9 bar – oppure semplicemente trascinata dalla forza di gravità. È quello che accade con la caffettiera napoletana, la classica cuccumella, rovesciandola al momento del bollore dell’acqua.

Il caffè filtro, o americano, si prepara per percolazione e gravità: l’acqua passa dall’alto verso il basso attraverso un filtro contenente del caffè macinato.

Un po’ di storia: il caffè americano… è nato in Germania?

La forma moderna del caffè filtro non ha origine negli Stati Uniti. Nel 1908, a Dresda, Melitta Bentz brevetta il primo filtro di carta per caffè, utilizzando carta assorbente e un supporto perforato. L’obiettivo era ottenere una tazza limpida, senza sedimenti sul fondo.

Questo caffè diventa “americano” a partire dalla metà del secolo scorso. Nel 1972 viene introdotta la Mr. Coffee, la prima “drip coffee maker”, macchina elettrica a goccia per caffè filtro, a imporsi su larga scala nella grande distribuzione. Testimonial, niente di meno che il leggendario campione di baseball Joe DiMaggio. L’impatto culturale è enorme: per la semplicità d’uso e la modalità di consumo che promuove, il caffè negli Stati Uniti si afferma soprattutto come bevanda funzionale, da scrivania e progressivamente anche on-the-go.

Ma il caffè era un simbolo culturale già molto tempo prima. Dopo il Boston Tea Party, il 16 dicembre 1773, quando i coloni assaltarono tre navi britanniche nel porto di Boston gettando in mare 342 casse di tè per protestare contro le tasse imposte dal Regno Unito, bere caffè divenne un gesto patriottico.

Nell’Ottocento fu bevanda quotidiana e conforto morale: durante la Guerra Civile è citato nei diari dei soldati come l’ultimo piacere prima della battaglia e il primo segno di normalità dopo. Nei campi militari, così in quelli dei cowboy alla conquista della frontiera, veniva preparato con mezzi di fortuna, bollendo sul fuoco acqua e caffè grossolanamente macinato.

L’importanza della macinatura

Proprio la dimensione dei granelli che costituiscono la polvere di caffè, ovvero la granulometria prodotta dalla macinatura, è una variabile determinante della preparazione. Con la giusta distribuzione di particelle grandi e piccole si creano le condizioni ideali perché l’acqua entri a contatto con un’ampia superficie di caffè e ne estragga quindi le preziose sostanze, portandole nella tazza.

Nel caso della percolazione, inoltre, la polvere di caffè deve poter opporre una resistenza adeguata al flusso dell’acqua, sia che questa lo attraversi per gravità sia che venga spinta da pressione. Un motivo in più per scegliere la macinatura corretta.

Ogni preparazione vuole la propria: per il caffè americano occorre una macinatura media. illy propone in questa versione il suo unico blend nelle varianti Classico, Intenso e Forte e nella gamma delle Arabica Selection, anche in porzioni singole per macchina drip e nelle capsule Iperespresso dedicate. I barattoli di caffè macinato per la preparazione americana, in particolare, sono riconoscibili sia dall’indicazione scritta “caffè filtro”, che grazie all’illustrazione, l’icona della macchina drip che campeggia sul fronte.

Gli aromi e il gusto del caffè americano

Ma quali sono le caratteristiche del caffè americano una volta che è pronto e lo beviamo? A seconda della tostatura scelta, il caffè filtro presenta uno spettro aromatico molto ampio e un’elevata dolcezza. Il corpo è leggero. Proprio quella sensazione di densità, viscosità e astringenza è la differenza più evidente tra le diverse preparazioni in termini di tatto. Gli oli e gli zuccheri presenti nel caffè offrono infatti una piacevole morbidezza al palato, che viene identificata come corposità: elevata nell’espresso, meno presente nel caffè americano.

Quello che non manca al caffè americano è invece la caffeina. In una tazza di 150-190 ml di bevanda, preparata con una dose tra i 30 e i 40 g di caffè per litro, sono contenuti tra i 60 e i 200 mg. Non poco, paragonati ai 40-60 mg della tazzina di espresso. Una caratteristica che lo rende un ottimo rappresentante del binomio Caffè e studio: un'intesa perfetta. Sul mercato sono però disponibili soprattutto miscele di Arabica e Robusta, e il loro contenuto di caffeina è variabile e dipende dalla proporzione tra le due specie.

Come preparare il caffè americano a casa

Per ottenere un'ottima tazza di caffè filtro, prima di tutto occorre predisporre la giusta dose di caffè. Per ottenere un'ottima tazza di caffè filtro, prima di tutto occorre predisporre la giusta dose di caffè. illy suggerisce di utilizzare tra i 40 e i 45 g per litro d’acqua, a seconda della tostatura scelta.

I passaggi con la macchina drip sono i seguenti:

    • Calcolare i grammi da utilizzare in base alla quantità di litri da erogare.

    • Inserire il quantitativo di caffè macinato nella carta filtro all’interno del cestello.

    • Azionare il pulsante di erogazione e attendere la completa percolazione del caffè.

    • Servire un volume di circa 200 ml all’interno della tazza mug (non riempire fino al bordo).

FAQ

Che cos’è il caffè americano (o caffè filtro)?

Il caffè americano è una bevanda ottenuta facendo passare l’acqua calda attraverso caffè macinato contenuto in un filtro. Ha corpo leggero, un ampio spettro aromatico ed è ideale da sorseggiare a lungo.

Qual è la differenza tra caffè americano ed espresso?

La differenza principale riguarda il metodo di estrazione. L’espresso è preparato per percolazione a pressione. Il caffè americano, invece, è ottenuto per percolazione a gravità attraverso un filtro: il risultato è una bevanda più lunga, con corpo leggero. Il profilo aromatico è ampio, nel gusto si percepisce un’elevata dolcezza. Una tazza di caffè americano contiene in media una dose più elevata di caffeina di una tazzina di espresso.

Quale macinatura è adatta per il caffè americano?

Per il caffè americano è necessaria una macinatura media. La granulometria corretta consente all’acqua di entrare a contatto con un’ampia superficie di caffè e di attraversarla incontrando la giusta resistenza, estraendo aromi e sostanze.