Gruppi per ogni livello di preparazione, appuntamenti aperti e un caffè dopo l’allenamento: i running club attirano un pubblico ampio e variegato, dando un volto nuovo a uno sport spesso percepito come troppo faticoso o solitario.
Per correre servono solo poche attrezzature... e la voglia di andare. Eppure, le barriere percepite da chi si prepara alla sua prima sessione di running sono numerose. Chi si misura con i suoi primi chilometri può temere di perdere il passo o di doversi fermare, e il linguaggio degli appassionati, complici anche le applicazioni che registrano tempi, chilometri e record personali, rafforza l’idea di uno sport rigorosamente riservato a chi è già allenato.
Quando iniziare a correre sembra la parte più difficile
Sarà anche per questo che la formula dei running club, gruppi organizzati di persone che si trovano regolarmente per correre insieme, sta riscuotendo un crescente successo. Molti club propongono infatti appuntamenti differenziati per andatura e distanze, con indicazioni chiare sulla preparazione richiesta. Chi punta alla performance trova nuova motivazione; chi muove i primi passi può sentirsi incoraggiato senza troppa pressione. La corsa smette di apparire come un’attività troppo impegnativa e necessariamente solitaria. Il gruppo offre un orario, un itinerario e un'organizzazione: presentarsi alla partenza diventa più semplice e il primo tentativo può trasformarsi, con il tempo, in una passione.
Dalle società podistiche alle running crew urbane
La corsa organizzata ha una storia lunga. Risale all’Ottocento la diffusione degli harrier club, associazioni dedicate alla corsa campestre nate in Inghilterra dall’evoluzione del gioco “hare and hounds”. Qui, alcuni corridori erano le “lepri”: partivano in anticipo lasciando dietro di sé una traccia di carta; ai “segugi” la sfida di seguirla. Gli harrier del nome erano i cani tradizionalmente impiegati nella caccia alla lepre.
Nel Novecento le associazioni podistiche diventarono più strutturate. I New York Road Runners, fondati nel Bronx nel 1958 da circa quaranta appassionati, si formarono per organizzare allenamenti e competizioni con regolarità. Con l’olimpionico Ted Corbitt come primo presidente, il club contribuì allo sviluppo della corsa su strada a New York.
Dai primi anni Duemila si sono poi diffuse le urban running crew, caratterizzate da forme di partecipazione più informali e da un legame stretto con la cultura della città. La Bridge Runners, sviluppatasi a New York in quel periodo, ha costruito molti percorsi intorno alla scoperta di strade secondarie, architetture e luoghi meno conosciuti. La Run Dem Crew, fondata a Londra nel 2007, si rivolgeva inizialmente anche a persone che non si consideravano runner, offrendo loro l’occasione di avvicinarsi alla corsa e riconoscervisi progressivamente.
Una formula che conquista sempre più persone
La crescita dei running club emerge anche dai numeri. Secondo lo Year in Sport 2024 di Strava, la piattaforma digitale per registrare e condividere attività sportive, la partecipazione ai running club è aumentata globalmente del 59% in un anno. Il report combina miliardi di attività registrate da una community di oltre 135 milioni di persone con un sondaggio globale condotto su più di 5.000 partecipanti.
I dati mostrano anche il valore sociale di questa passione. Il 58% degli intervistati ha dichiarato di avere stretto nuove amicizie attraverso gruppi legati al fitness; nella Generazione Z la percentuale raggiunge il 66%. Le attività svolte in gruppi di oltre dieci persone risultano inoltre mediamente più lunghe del 40% rispetto a quelle individuali.
Non a caso, questa forma di allenamento, inclusiva e legata fortemente alla socialità, invita spesso a prolungare il tempo trascorso insieme. Non solo in termini di chilometri, ma anche di chiacchiere e condivisione, in un format pensato per offrire alla partenza e all’arrivo spazio per la conversazione e momenti di decompressione. È qui che il caffè trova il suo spazio naturale.
Fonte: Strava, Year in Sport 2024.
Parkrun: una corsa aperta a ogni passo
Un esempio celebre di questo spirito comunitario è Parkrun, l’evento internazionale basato su una corsa o camminata non competitiva di 5 chilometri, che si svolge ogni sabato mattina in parchi e spazi pubblici di tutto il mondo. Il progetto fu avviato il 2 ottobre 2004 a Bushy Park, vicino a Londra, con tredici runner e cinque volontari impegnati nell’organizzazione. Oggi propone appuntamenti gratuiti e aperti veramente a tutti. Possono partecipare persone di ogni età, livello e forma fisica; si può correre, fare jogging o camminare; è possibile aderire anche come volontari o assistere all’evento. Il tail walker, la persona che chiude il percorso camminando, fa sì che nessuno arrivi formalmente ultimo. Fin dalla prima edizione, dopo l'attività il gruppo si ritrova davanti a un caffè.
Dal punto di ritrovo al caffè dopo la corsa
L’abitudine di condividere un caffè dopo l’allenamento si è naturalmente estesa ai running club, dove bar e caffetterie funzionano spesso come punti di ritrovo alla partenza e come luogo di distensione e socialità al traguardo. Espressi, cappuccini, caffè filtro e altre bevande fredde a base di caffè accompagnano così i commenti sull’allenamento e il caffè entra da protagonista nel format. Come tutti gli sport, la corsa crea spirito di squadra e consolida relazioni. I running club contemporanei stanno portando sempre più persone sulla linea di partenza, grazie a formule flessibili e a un linguaggio distante dall’agonismo. L’attività rimane impegnativa, ma affrontarla insieme la rende più coinvolgente e divertente. E se al termine c’è spazio per un caffè in compagnia, l'esperienza continua ben oltre i chilometri percorsi.
FAQ
È un gruppo organizzato che propone appuntamenti di corsa. Formule, livelli e obiettivi variano: alcuni club sono orientati all’allenamento e alle gare, altri adottano modalità più informali e gruppi suddivisi per andatura.
Le prime forme organizzate di corsa campestre risalgono agli harrier club britannici dell’Ottocento. Nel Novecento si diffusero società podistiche più strutturate; dai primi anni Duemila le urban running crew hanno introdotto modalità legate alla cultura urbana.
È una rete internazionale di eventi gratuiti e settimanali organizzati in parchi e spazi aperti. È possibile correre, fare jogging, camminare, assistere o collaborare come volontari.
Possono funzionare come punti di ritrovo e, in alcuni casi, drop bag point (punti di appoggio in cui lasciare borse e zaini durante l’allenamento per recuperarli al termine). Dopo la corsa accolgono chi desidera fermarsi per un caffè e conoscere meglio i compagni di allenamento.