Il pasto più importante della giornata non ha più confini. Introduzione al brinner, la tendenza di origine anglosassone che, combinando colazione e cena, conquista i social e le caffetterie di mezzo mondo.
Negli Stati Uniti l’usanza esiste da tempo: si chiama breakfast for dinner ed è un modo insolito per cenare con i piatti tradizionalmente riservati alla prima colazione. Un pasto “diverso”, che viene vissuto come una piccola concessione divertente e golosa a base di comfort food, come testimoniano scene di film e serie TV, tra cui Juno o Parks and Recreation, con protagonisti che si dimostrano appassionati consumatori di pasti serali a base di uova e pancakes.
In Europa è una tendenza più recente importata dal mondo anglosassone, anche se, perlomeno in Italia e con un risultato probabilmente meno glamour, fino a qualche decennio fa non era raro vedere apparire il caffelatte con pane o biscotti in tavola anche la sera.
Oggi questa abitudine si sta diffondendo con il nome di brinner, neologismo risultato della fusione tra le parole breakfast e dinner, ed è una nuova evoluzione della colazione, come già il familiare brunch, capace di reinventarsi negli orari, nei luoghi e nei menu. Il pasto, non a caso, che negli ultimi anni sta dimostrando la maggiore versatilità, capace di reinventarsi negli orari, nei luoghi, nei menu e nella socialità che accompagna, passando dagli eventi di soft clubbing, dove si balla tra un caffè e una brioche, alle più diverse formule di brunch. Segno soprattutto di tempi come i nostri, desiderosi di lentezza e di maggior spazio da dedicare a sé stessi.
Il caffè, in tutte queste trasformazioni, non perde mai la sua centralità.
A che ora si mangia?
Non è la prima volta che la colazione mette in discussione le convenzioni in fatto di orari. A trasgredire i confini imposti dall'orologio fu per prima, storicamente, la colazione della domenica: il brunch nasce già negli anni Novanta dell'Ottocento, quando gli studenti universitari britannici coniarono il termine, fusione di breakfast e lunch, per descrivere l'abitudine di ritardare il primo pasto della giornata per riprendersi dagli eccessi della nottata precedente.
È dall'altra parte del mondo che nasce l'idea che avrebbe riscritto le regole: nel 1993 lo chef australiano Bill Granger apre a Darlinghurst, un quartiere di Sydney, il locale “bills”. Le sue uova strapazzate - tanto celebrate dal New York Times, che nel 2002 lo soprannominò "il maestro delle uova di Sydney" - e le hotcakes alla ricotta trasformano la colazione in un pasto da gustare con calma, seduti, a qualsiasi ora del giorno. Da lì il modello dei locali che servono breakfast non-stop si diffonde a Londra, Tokyo, Seoul, in Europa, fino a diventare uno standard riconoscibile in molte città internazionali, sostenuto dalla ricerca di esperienze – anche alimentari – più flessibili, informali e gratificanti, in particolare tra Millennials e Generazione Z.
Il brinner: quando la colazione conquista la cena… e i social
Se il brunch sposta la colazione in avanti di qualche ora, il brinner porta i piatti tipici del mattino direttamente all’ora dell’aperitivo o di cena. Un’abitudine che, complice la sua fotogenia, ha avuto grande successo anche sui social attraverso l'hashtag #brinner.
A Melbourne il fenomeno ha avuto anche una sua festa ufficiale: nel 2017 si è celebrato il primo "Brinner Fest" cittadino, un evento a base di pancake e cereali serviti al calar del sole.
Arrivata in Italia, la nuova tendenza sta facendo vacillare anche una delle regole non scritte più radicate nella cultura nazionale: quella secondo cui un cappuccino bevuto dopo mezzogiorno è (quasi) un sacrilegio.
Che cosa si mangia e che cosa si beve per colazione all’ora dell’aperitivo?
Per i suoi menu, la colazione a cena attinge soprattutto alla tradizione anglosassone: dominano pancake, waffle, uova alla Benedict, bacon, hashbrowns e French toast, a volte in combinazione con specialità della pasticceria o lievitati e prodotti da forno tipici di altre tradizioni; ed ecco spuntare cappuccino e brioche accanto a muffin e salsicce. Ciò che in una cultura è un alimento da colazione, infatti, in un’altra può essere tipicamente serale, e viceversa, a rendere ancora più fluidi i confini di questa nuova tendenza.
Quello che certamente non può mancare è il caffè, che della colazione è uno dei comuni denominatori in ogni parte del mondo, tanto da essere diventato un simbolo universale del risveglio e dell'inizio della giornata. In versione espresso o cappuccino, nelle preparazioni filtro o estratto con le tecniche di manual brewing, è spesso il cuore dell’esperienza. Da alternare, naturalmente, a bevande soft o alcoliche, come il prosecco, anche in specialità “prese in prestito” dal brunch, come il bellini, il rossini o un fresco mimosa.
Come si beve il caffè all'aperitivo o al brinner?
Se la colazione si amplia fino a sera, anche le proposte dell'aperitivo entrano in dialogo con il caffè. La nuova abitudine del brinner consolida la presenza del caffè nel mondo della mixology, per dare vita a una gamma di cocktail, alcolici e non, ideali da degustare al calare del sole, magari in abbinamento a qualche piatto tipicamente “mattutino”.
Tra le specialità più gettonate, per esempio, c’è un classico come l’espresso martini, una vera star al banco del bar nelle serate estive.
Anche un intramontabile come l’Americano cocktail può rinnovarsi in una versione intrigante. È quello che succede se, al posto della soda, a entrare in gioco è il caffè – più precisamente un cold brew – ovvero un caffè estratto a freddo attraverso una lunga infusione.
In questa versione, è possibile prepararlo anche a casa seguendo la ricetta suggerita di illy. A qualsiasi ora si preferisca!
INGREDIENTI
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80 ml Cold Brew (anche illy Cold Brew Ready to Drink)
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30 ml Campari
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30 ml Martini Rosso
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Arancia
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Cubetti di ghiaccio
ATTREZZATURA
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Misurino per cocktail (jigger)
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Mixing spoon
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Bicchiere da 300 ml
PREPARAZIONE
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Raffreddare il bicchiere.
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Riempirlo con ghiaccio fino a ¾.
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Aggiungere 30 ml di Campari, 30 ml di Martini Rosso e 80 ml di Cold Brew.
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Miscelare tutto con il mixing spoon.
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Aggiungere una fetta d’arancia.
- Decorare il bicchiere con la scorza dell’arancia e servire.
FAQ
È la fusione tra breakfast e dinner: l'abitudine di consumare piatti tipici della colazione – soprattutto di tradizione anglosassone – all’ora dell’aperitivo o a cena.
Il menu del brinner si ispira soprattutto ai grandi classici della colazione internazionale: pancake, waffle, uova, bacon, French toast, brioche e prodotti da forno. Ad accompagnarli ci sono naturalmente il caffè, dall'espresso al cappuccino, ma anche succhi, bevande analcoliche e cocktail tipici del mondo brunch, come mimosa, bellini e rossini.
In versione cocktail, alcolico o analcolico. Per esempio, gustando un classico come l'Americano nella reinterpretazione con il cold brew: un drink pensato per chi ama l'aperitivo tradizionale ma vuole sperimentare qualcosa di nuovo.