Tra nuovi riti, voglia di convivialità, gusti e aromi che non smettono di incuriosire, il brunch si evolve e ridefinisce il modo di vivere la mattina. Una costante resta ferma: il ruolo centrale del caffè.
C'era una volta la colazione fuori casa: in settimana, quella rapida, in piedi al banco tra un espresso e una brioche; la domenica, vissuta con più calma, magari concedendosi una dolcezza in più in pasticceria. Quella tradizione continua a essere uno dei simboli della cultura italiana, ma negli ultimi anni è stata affiancata da nuove abitudini.
In questo scenario, il brunch resta centrale ma assume nuove forme. Si trasforma insieme ai gusti dei consumatori, accoglie influenze internazionali e incontra una crescente attenzione per la qualità delle materie prime, il benessere e il desiderio di vivere un’esperienza, anche di gusto, con lentezza.
Che cos’è il brunch e che cosa rappresenta oggi
Per decenni la convivialità è stata confinata prevalentemente alle ore serali. Oggi, soprattutto tra le generazioni più giovani, la condivisione e il divertimento si cercano anche di giorno. È un fenomeno ampio e variegato che rispecchia maggiore attenzione per il benessere personale e la sobrietà (la generazione Z, quella dei nati tra la seconda metà degli anni Novanta e i primi anni Dieci del Duemila, è stata definita “sober curious” per il suo rapporto più distaccato con l’alcol), non manca di ragioni economiche e arriva a dettare tendenze come quella del soft clubbing, per cui a ballare, oggi, si va anche alla luce del sole. In generale, sembra raccontare una generale voglia di lasciarsi alle spalle ritmi concitati e frenesia quotidiana.
Non a caso, questo atteggiamento porta anche a riscoprire il piacere di vivere le prime ore del giorno e ciò che gli gravita intorno. La mattina, soprattutto nel weekend, riserva la possibilità di dedicarsi del tempo da vivere con calma, preferibilmente in compagnia, godendosi qualcosa di buono insieme al proprio caffè. In sintesi: l’essenza stessa del brunch. Nato dall'incontro tra breakfast e lunch, il brunch è proprio quel momento conviviale che mette al centro il piacere di restare. Sulla tavola si incontrano dolce e salato e il caffè fa da filo conduttore.
Il brunch oggi: più locale, più internazionale, più flessibile
Pur mantenendo il suo spirito originario, il brunch continua a evolversi.
Il primo segnale di cambiamento è quello gastronomico. I grandi classici di ispirazione anglosassone restano protagonisti: avocado toast, pancake, waffle, uova declinate in infinite varianti e prodotti da forno da accompagnare a tazze di caffè da sorseggiare con lentezza, spremute e cocktail alcolici o analcolici. Parallelamente, però, si diffondono declinazioni più locali: i menu valorizzano ingredienti e ricette del territorio, mantenendo come tratto distintivo l'incontro tra dolce e salato. Un equilibrio che, in fondo, non è così distante dalla tradizione italiana della colazione rinforzata. Sulle tavole compaiono il pane a lievitazione naturale, le confetture artigianali, il miele di piccoli produttori e gli ingredienti a km zero. Il vero lusso non è la quantità, ma la qualità delle materie prime e delle preparazioni.
Accanto alla riscoperta del territorio, è evidente l’apertura alle influenze dall’estero, Ed ecco che, oltre al classico cornetto, si assaggiano gli sfogliati della tradizione francese, ma anche cinnamon roll, banana bread, cardamom bun (ovvero, i kardemummabullar svedesi, lievitati aromatizzati al cardamomo) e altre specialità nordiche. Sul fronte salato, si guarda alle cucine del Medio Oriente, dell'Asia e dell'America Latina, introducendo nuove combinazioni di sapori e ingredienti. A cambiare non sono soltanto i prodotti, insomma, ma l'approccio culturale: le contaminazioni vengono accolte con naturalezza.
Ormai consolidata ben oltre la dimensione di nicchia è poi l'offerta plant-based. Ricche bowl, frullati, pancake e yogurt a base vegetale, creme di frutta secca e bevande alternative al latte vaccino incuriosiscono rispondendo a esigenze e stili alimentari diversi.
Anche le formule diventano più personalizzabili, spaziando dai menu degustazione a quelli alla carta, passando per buffet e all you can eat. Offrono maggiore libertà, senza chiudersi in codici troppo definiti. Il consumatore è sempre di più al centro della scelta.
Il caffè protagonista del brunch
Se l’espresso resta il re indiscusso della colazione al banco del bar, il brunch predilige preparazioni che invitano a una degustazione lenta. Il caffè filtro e le bevande estratte con il chemex, il V60 e le diverse tecniche di manual brewing si adattano perfettamente allo spirito dell’occasione, seguendo il ritmo del pasto e invitando a prendersi il proprio tempo. Anche la moka conquista un posto speciale per la sua capacità di diffondere un “sapore di casa” in una giornata in cui non si lavora.
Questa è la cornice ideale per apprezzare tutte le sfumature aromatiche del caffè, anche in abbinamento a ciò che si mangia. Non a caso, molti locali offrono percorsi di pairing, in cui alle specialità dolci e salate vengono accostati determinati caffè o tè per valorizzarne le rispettive caratteristiche organolettiche. Ma non mancano bevande meno comuni come matcha, infusi e il golden milk (latte, anche vegetale, arricchito da una spezia, la curcuma, che gli dona un’intensa sfumatura gialla).
I luoghi e i format del brunch
L'evoluzione del brunch passa anche attraverso i luoghi che lo ospitano. Tra i più gettonati restano i bar tradizionali, ma ci sono anche le caffetterie contemporanee, spesso caratterizzate da arredi minimali e materiali naturali, i nuovi bakery café e spazi meno convenzionali, come i caffè delle librerie e dei musei o gli spazi ibridi dove si può anche lavorare.
Parallelamente, si affermano format esperienziali. Spuntano i brunch dei listening bar, dove ascoltare raffinate selezioni musicali, quelli che accompagnano incontri culturali e presentazioni di libri, ma anche le proposte degli hotel, dove il brunch può diventare un vero e proprio evento: tavole curate nei dettagli, dessert firmati dagli chef, show cooking e allestimenti scenografici, spesso aperti anche agli ospiti esterni. Sempre più diffusi sono i percorsi che combinano brunch e spa, brunch e piscina o brunch e musica dal vivo, attività di daycation: quelle, cioè, che permettono di vivere i servizi dell'hotel a chi non vi soggiorna.
Anche gli orari si fanno sempre meno rigidi, e alcuni locali propongono formule di All-day brunch, con menu disponibili per l'intera giornata, da comporre secondo i propri gusti, quando si vuole. E per le famiglie, non mancano menu speciali per i bambini; a volte, il servizio di baby sitting è incluso.
Il brunch sui social
Il brunch si comporta come una vera celebrity anche nei feed social. Piatti colorati, dessert raffinati, caffetterie dal design distintivo contribuiscono al suo successo visivo. Instagram, TikTok e YouTube hanno amplificato il fenomeno, trasformando un appuntamento conviviale in un’estetica vera e propria. Il brunch non è solo un momento da vivere, ma anche da fotografare e da condividere (non solo in presenza).
Un buon numero di creator specializzati nel mondo della colazione alimentano ogni giorno un immaginario che a sua volta influenza gusti, desideri e nuove abitudini di consumo.
Una mattina senza fretta
In tutte le sue varianti, il brunch racconta un modo diverso di vivere il tempo libero, più lento, più conviviale e più aperto alla sperimentazione. La mattina si dilata e crea spazio per nuovi rituali, senza perdere il piacere delle abitudini che la accompagnano da sempre.
E mentre menu, format e tendenze continuano a cambiare, una costante rimane: il desiderio di concedersi qualche ora in più attorno a un tavolo. Con il caffè a fare da protagonista.
FAQ
La colazione tradizionale fuori casa è spesso associata a un consumo rapido, accompagnato da un espresso e da un prodotto da forno. Il brunch, invece, nasce dall'incontro tra breakfast e lunch e si distingue per tempi più distesi, una maggiore varietà di proposte dolci e salate e una dimensione più conviviale, che invita a fermarsi e condividere il momento.
Accanto all'espresso e all’immancabile cappuccino, anche in versione doppia, il brunch si presta a preparazioni che favoriscono una degustazione più lenta, come il caffè filtro e le estrazioni manuali.
Oltre al caffè, nei brunch contemporanei trovano spazio tè, infusi, matcha, golden milk, succhi, spremute, centrifughe e cocktail, sia alcolici sia analcolici. Classico il calice di prosecco anche in versione cocktail Bellini e Rossini.
Pur ispirandosi a una tradizione internazionale, il brunch assume spesso caratteristiche locali. Ingredienti del territorio, pane a lievitazione naturale, confetture artigianali, miele e prodotti stagionali convivono con preparazioni dolci e salate tipiche del brunch contemporaneo, creando un equilibrio tra influenze globali e cultura gastronomica italiana.